Geotermia: un impegno su concessioni ed emissioni


«Per affrontare le questioni legate allo sfruttamento geotermico servono un approccio non ideologico, che prescinda dalle appartenenze politiche, ed un aggiornamento della normativa nazionale, sia quella che riguarda il monitoraggio delle emissioni, per fissare limiti sia per il boro che per l’ammoniaca, che quella che regola la concorrenza, così da rispondere alle osservazioni poste dall’Antitrust circa le concessioni ad Enel e da permettere di effettuare gare per affidare la coltivazione dei campi geotermici». Con questa tripla richiesta l’assessore regionale all’energia e all’ambiente, Anna Rita Bramerini, ha salutato e ringraziato la Commissione ambiente della Camera dei deputati, che ha effettuato oggi sull’Amiata un sopralluogo alle centrali geotermiche di Piancastagnaio. Erano presenti il suo presidente Angelo Alessandri (Lega Nord), il vicepresidente Roberto Tortoli (Pdl) e il capogruppo del Pd, Raffaella Mariani.
All’incontro con le istituzioni locali, avvenuto presso il Comune di Piancstagnaio, hanno partecipato numerosi sindaci e i rappresentanti di Province e Comunità montane, mentre nel pomeriggio ad Abbadia San Salvatore si è tenuto quello con i comitati ambientalisti.
Nel suo intervento iniziale, l’assessore Bramerini ha ricordato l’impegno per la chiusura della centrale di PC2 e il piano presentato da Enel per il riassetto dell’area di Piancastagnaio, che prevede l’utilizzo della centrale di PC3 per fornire calore a Floramiata e la conseguente dismissione di PC2.
Era stato il sindaco del Comune ospite a sottolineare sia l’importanza della coesione istituzionale che la necessità di continuare a sfruttare il calore terrestre sia per usi civili che produttivi, compatibilmente con la tutela della salute e della sicurezza dei cittadini, facendosi carico sia delle emergenze sociali ma anche di quelle economiche rappresentate dai numerosi lavoratori di Floramiata.
Il presidente della Commissione ambiente della Camera, on. Angelo Alessandri, ha illustrato la missione istituzionale dell’organismo parlamentare e si è detto convinto della necessità di cambiare la legge sulle liberalizzazioni e di rivedere quella sulla disciplina dei limiti delle emissioni inquinanti. Alessandri ha detto poi che se fosse necessario provare a chiudere per alcuni mesi a turno le centrali per verificare eventuali miglioramenti della qualità dell’aria, ciò dovrebbe essere fatto in accordo con Enel, scegliendo tecnici super partes per monitorare gli esiti delle prove e vincolando tutti agli esiti delle verifiche.
L’onorevole Mariani ha sottolineato come disconoscendo lo studio dell’Università di Siena e delegittimando l’impegno delle istituzioni locali, si vada poco lontano e come non si possa pensare di affidare nuovi studi e perizie abdicando al ruolo di governo e di indirizzo politico.


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