Trieste – Si è riunita la Commissione Ambiente della CdC

Un Gruppo tecnico ristretto, composto da quattro esperti designati dalle Associazioni di categoria maggiormente rappresentative e dall’Ezit, con l’assistenza dello Studio legale incaricato dalla Camera di commercio, elaborerà nelle prossime due settimane un documento propositivo da sottoporre alla Regione, per accelerare al massimo il superamento dell’impasse che tuttora condiziona l’operatività delle circa 320 imprese insediate nel perimetro del SIN e qualsiasi potenziale nuovo insediamento nel comprensorio industriale. Questa è la decisione scaturita venerdì 27 febbraio dai lavori della Commissione Ambiente della Camera di commercio, convocata d’urgenza dal Presidente camerale Antonio Paoletti d’intesa con il Presidente della Commissione stessa, Enrico Eva.

E’ stato infatti approvato alcuni giorni fa al Senato, con emendamenti, il testo normativo già passato alla Camera che prevede il percorso degli “accordi di programma” fra gli enti e degli “accordi transattivi” per le imprese operanti nei siti interessati alle bonifiche. La norma porrebbe sostanzialmente a carico delle imprese, ancorchè del tutto estranee a qualsiasi responsabilità per i precedenti inquinamenti delle aree su cui operano, oneri di entità consistente, stimati in via del tutto approssimativa per Trieste intorno ai 40 euro per metro quadrato. Solo accettando tale patto, si otterrebbe l’effetto “tombale” rispetto a maggiori responsabilità ed oneri cui gli Organi della Magistratura potrebbero altrimenti chiamarle a rispondere anche a distanza di anni per presunto danno ambientale. Un onere dunque assolutamente insostenibile, a giudizio del presidente Paoletti e di tutti i componenti la Commissione camerale, in un periodo di difficile congiuntura, e comunque non giustificato.

La Camera di commercio punta, viceversa, ad accelerare gli interventi di caratterizzazione che l’Ezit potrebbe condurre in tempi brevissimi qualora vengano sbloccati i fondi comunitari da tempo a disposizione della Regione. L’analisi di rischio ambientale potrebbe circoscrivere sensibilmente le porzioni di territorio effettivamente affette da inquinamenti e ridurre quindi notevolmente l’entità del finanziamento richiesto. A quel punto, l’Ente camerale stesso potrebbe contribuire ad abbattere ulteriormente l’onere da suddividere a carico delle imprese, mediante l’utilizzo delle risorse prudentemente accantonate negli ultimi due esercizi proprio per questo tipo di intervento. Il documento del Gruppo di lavoro sarà sottoposto ad approvazione nella prossima seduta della Commissione Ambiente, che verrà allargata – oltre che alle associazioni imprenditoriali e dei consumatori – anche ad una rappresentanza dei Sindacati, catalizzando auspicabilmente il consenso anche da parte dei Comuni interessati.

Camera di commercio di Trieste, Andrea Bulgarelli, e-mail: andrea.bulgarelli@ts.camcom.it


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