L’agricoltura lancia un piano di investimenti per la produzione di energie rinnovabili

L’agricoltura lancia un piano di investimenti per la produzione di energie rinnovabili
L’ultimo rapporto dell’ENEA, elaborato sui dati 2008, sottolinea: “Le energie rinnovabili rappresentano un’importante opportunità industriale oltre che una fonte di energia alternativa. L’investimento nel settore è molto cresciuto negli ultimi anni, fino a raggiungere nel mondo i 160 miliardi di dollari e dare occupazione a quasi 4 milioni di addetti”. In questo quadro generale cresce la richiesta di strategie energetiche sostenibili e il consenso è molto alto per chi investe nell’ energia verde.
Sull’argomento è intervenuto oggi il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nel corso della tavola rotonda “Per non restare al verde”, organizzata nell’ambito della manifestazione “Cortina In ConTra Estate 2009”, il prestigioso “think-tank” ideato dal giornalista Enrico Cisnetto.
“Seguendo il green new deal lanciato da Obama – ha detto Vecchioni – anche il settore agricolo vuole contribuire sempre più a soddisfare il fabbisogno energetico nazionale e diversificare le fonti energetiche”.
Un importante passo operativo su vasta scala in Italia è stato fatto Confagricoltura, creando la prima rete che produce biomasse di origine agricola, con 120 imprese, 600 milioni di investimento e 170 megawatt di potenza installata. Tutto ciò che è legato alle energie rinnovabili noi lo vediamo come una integrazione di reddito e una riduzione dei costi per le nostre imprese. Ma non riteniamo questo percorso né risolutivo, né esaustivo in termini di impatto sul clima. La nostra, in proposito, è una visione laica ed economica, non ideologica”.
“Il completamento del quadro normativo sulla produzione di energia da biomassa – ha proseguito il presidente di Confagricoltura – darà nuovo impulso allo sviluppo in questo settore. Un sistema di incentivi chiaro e stabile negli anni, infatti, consentirà alle imprese di pianificare gli investimenti nel lungo periodo. Tenendo presente che, superato il passaggio iniziale, più le tecnologie avanzano, più il ricorso agli incentivi può essere ridimensionato. La comunità agricola diventerà quindi un alleato ancor più prezioso all’interno di un disegno che consente una riformulazione economica del rapporto col territorio. Purtroppo – ha sottolineato Vecchioni – 600 milioni di euro dei fondi rotativi, ossia i finanziamenti di credito agevolati per le imprese che vogliono promuovere sistemi di cogenerazione ad alta efficienza, giacciono fermi, mentre le imprese di Confagricoltura sono pronte ad entrare in questa partita”.
Poi Vecchioni ha avvertito: “In tutto ciò va definitivamente modificato l’approccio ideologico che considera l’agricoltura non compatibile con la produzione di energia, a discapito di quella alimentare. Le moderne tecnologie, invece, consentono la coesistenza di entrambe le attività, senza contare che 350.000 ettari di terreno pubblico inutilizzati stanno per essere restituiti alla comunità agricola. Inoltre, a proposito della lotta alle emissioni di CO2 va ricordato che la maggior parte dei boschi italiani è privata”.
Un altro intervento di rilievo nel contesto dell’agroenergia è quello operato da Finbieticola, di cui Federico Vecchioni è presidente, con l’obiettivo di riconvertire e valorizzare il settore bieticolo-saccarifero attraverso lo sviluppo di attività imprenditoriali agricole innovative. “Con un investimento di circa 280 milioni di euro nei prossimi tre anni – ha spiegato Vecchioni – il progetto “Terrae” punta a mobilitare partner industriali e finanziari con una leva complessiva di un miliardo e mezzo di euro. Per lo sviluppo delle iniziative nel 2009 sono disponibili 41,3 milioni di euro, cifra che sale a circa 115 milioni di euro per ciascuno dei due anni successivi pari a un volume complessivo di 279,6 milioni di euro nel triennio. La quota maggiore è appunto riservata all’agroenergia, che assorbe il 79% degli investimenti”. Il 16% è rivolto allo sviluppo dell’area agroalimentare e il 5% ai servizi.
“Il progetto – ha proseguito il presidente – si svilupperà attraverso tre società operative a cui faranno capo 21 divisioni. Nove di queste opereranno nella produzione di energia elettrica e biocarburanti. Una particolare attenzione viene dedicata al settore delle fonti rinnovabili, visto che l’agricoltura italiana ha notevoli margini di sviluppo e può fare molto per contribuire ad abbattere le emissioni di CO2. La costruzione di un futuro sostenibile non può prescindere dalla promozione di azioni che siano in grado di conciliare le esigenze della crescita economica ed occupazionale con le ragioni dell’ambiente, creando così quel sistema di reciproche opportunità tale da orientare le politiche di gestione verso una comune visione di sviluppo”.
Questo è anche il motivo per cui Finbieticola SpA, ha firmato il Patto per l’Ambiente con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero dell’Ambiente il 7 luglio 2009 congiuntamente ad altre 10 imprese impegnate nei settori dell’energia, all’industria, dei trasporti e dell’agricoltura quali Autostrade per l’Italia SpA, Edipower SpA, Edison SpA, ENAC SpA, Enel SpA, Eni SpA, Ferrovie dello Stato SpA, Italcementi SpA, Sorgenia SpA, Terna SpA. L’accordo tra le 11 imprese, vuole contribuire, con 12 miliardi di investimento, alla diversificazione delle fonti energetiche e consentire una riduzione delle emissioni di CO2 nel periodo 2009-2013, di circa 2.5 milioni di tonnellate/anno.
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Qualificazione delle imprese per l’efficienza energetica e la sostenibilità. CNA ed Enea firmano un accordo di collaborazione
Filed under: Accordi, Sviluppo sostenibili, risparmio energetico

Qualificazione delle imprese per l’ efficienza energetica e la sostenibilità. CNA ed Enea firmano un accordo di collaborazione
Le piccole imprese sono, da un lato, attori fondamentali della strategia italiana per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e riduzione della CO2 fissati dalla UE e possono, d’altra parte, cogliere, in tale ottica, importanti opportunità di crescita competitiva.
Per supportare le Pmi in questa fase di cambiamento CNA ed Enea hanno firmato una convenzione che avvia una collaborazione in materia di formazione e qualificazione professionale al fine di dotare le imprese associate alla CNA di maggiori competenze nei settori della generazione distribuita, dell’ efficienza energetica e delle fonti rinnovabili.
Gli obiettivi dell’accordo sono relativi alla creazione di una rete di micro, piccole e medie imprese competenti ad operare secondo i principi di efficienza e sostenibilità, a cui i consumatori possono rivolgersi per l’ installazione e la manutenzione di impianti, e per la progettazione e costruzione “sostenibile” in campo edile. Grazie a questo accordo si creeranno oltre 200.000 nuovi posti di lavoro.
La partnership Enea-CNA riunisce e integra le competenze di un ente leader nel campo della formazione e del trasferimento tecnologico in campo energetico e la conoscenza del settore artigiano e delle PMI, nonché la diffusione territoriale, della CNA.
Con questa collaborazione si intende offrire alle imprese un contributo importante per cogliere le opportunità derivanti dallo sviluppo di settori innovativi quali l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili, oltre ad aiutare il Paese a rispettare gli impegni già assunti in tema di salvaguardia ambientale e destinati ad ampliarsi a seguito della recente approvazione del pacchetto Europeo sul clima e del prossimo appuntamento globale di Copenaghen.
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Siglato un contratto etico per il rispetto dell’ambiente, un esempio da seguire

Siglato un contratto etico per il rispetto dell’ambiente, un esempio da seguire
SIGLATO IL CONTRATTO ETICO TRA L’ESPACE MONT-BLANC E L’ASSOCIAZIONE “LES TRAILERS DU MONT-BLANC”
L’Assessore al territorio e ambiente Manuela Zublena informa che, in occasione della 7a edizione della corsa The North Face® Ultra Trail du Mont Blanc, è stato siglato per il terzo anno consecutivo il “Contrat éthique de partenariat d’attribution du label qualité EMB” tra l’Espace Mont-Blanc – di cui l’Assessore è vice Presidente insieme al sindaco di Chamonix Eric Fournier – e l’Associazione Les Trailers du Mont-Blanc, rappresentata dal suo Presidente René Bachelard.
L’Espace Mont-Blanc ha, in questi ultimi anni, promosso azioni volte a ridurre gli impatti sul territorio delle manifestazioni di grande richiamo di pubblico. Prima ad aderire all’invito di sottoscrivere un impegno formale di comportamento virtuoso è stata l’associazione “Trailers du Mont Blanc”, che cura l’organizzazione della manifestazione The North Face® Ultra Trail du Mont Blanc, quattro corse in alta quota lungo i sentieri dell’Espace Mont-Blanc, in calendario dal 25 al 30 agosto prossimi. L’evento vede la partecipazione di migliaia di persone tra accompagnatori e concorrenti, che, al momento dell’iscrizione, si sono impegnati ad assumere, nel corso della competizione, comportamenti eco responsabili per un territorio dalla straordinaria bellezza ma caratterizzato anche da grande fragilità.
L’impegno sottoscritto rappresenta un vero e proprio contratto etico orientato al raggiungimento degli obiettivi enunciati nello Schema di Sviluppo Sostenibile dell’Espace Mont-Blanc. Il Contrat Ethique contiene la lista dei comportamenti da adottare e dei materiali da utilizzare nell’obiettivo di:
- minimizzare gli inquinamenti;
- limitare la produzione di rifiuti;
- ridurre l’utilizzo di materie prime e di energia;
- valorizzare i prodotti locali.
Durante la The North Face® Ultra Trail du Mont Blanc, si prevede infatti di:
- organizzare trasporti pubblici e di facilitare il car-pooling per la mobilità interna e di accesso al territorio;
- organizzare la raccolta differenziata dei rifiuti;
- limitare l’uso delle stoviglie e delle bottiglie di plastica a favore di contenitori lavabili;
- distribuire ai concorrenti dei bicchieri da riutilizzare nei vari posti tappa;
- fornire tutta la documentazione esclusivamente su supporto informatico;
- specificare regole di buona condotta, con previsioni di sanzioni in caso di mancato rispetto, quali il divieto di utilizzare scorciatoie fuori dai sentieri segnati, di buttare carta igienica e fazzoletti in terra;
- ripulire e ripristinare i sentieri dopo la manifestazione.
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I rifiuti ai tempi della crisi

I rifiuti ai tempi della crisi
Come gestire correttamente i rifiuti risparmiando sui costi
Milano, 18 settembre 2009, ORE 14.15 – 18.00
Negli ultimi mesi sono state approvate o definite una serie di disposizioni che hanno modificato o integrato la parte quarta del D.Lgs. 152/2006, la norma volta a disciplinare la gestione dei rifiuti ed a definire i principali adempimenti. Alcune di queste novità normative possono consentire di ridurre i costi connessi alla corretta gestione dei rifiuti.
Il D.Lgs. 4/2008, ad esempio, ha introdotto rilevanti novità in materia di individuazione delle superfici aziendali non suscettibili di generare rifiuti assimilabili agli urbani, e pertanto non assoggettate alla tassa/tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, e ha previsto che i Comuni determinino entro il mese di agosto 2009 una nuova tariffa per i rifiuti prodotti dagli uffici o dalle mense.
Una legge approvata qualche mese fa, invece, ha liberalizzato – a determinate condizioni – il trasporto di rifiuti derivanti dalla propria attività consentendo di evitare i costi di iscrizione all’ Albo gestori ambientali oppure quelli dei trasportatori professionali di rifiuti.
Per attuare la semplificazione degli adempimenti amministrativi prevista per particolari tipologie di rifiuti destinati al recupero è stato recentemente approvato un decreto ministeriale, relativo alle cartucce di toner per stampanti, ed è in corso di approvazione il D.M. sulle modalità di gestione dei RAEE da parte dei distributori, degli installatori e dei gestori dei centri di assistenza tecnica.
Non devono essere dimenticate, in quanto coinvolgono pressoché tutte le attività economiche, le possibilità di avviare gratuitamente al recupero i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche utilizzate in ambito professionale e i rifiuti di imballaggio secondari e terziari.
Ingenti risparmi, infine, possono essere ottenuti mediante attività di individuazione e selezione dei fornitori servizi di trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti.
L’illustrazione, l’analisi critica e la valutazione delle opportunità di razionalizzazione e di risparmio nella corretta gestione dei rifiuti, operata da uno dei massimi esperti del settore (curatore, tra l’altro, del “Codice dell’ambiente” edito da Hyper Edizioni e autore del recente volume “Rifiuti: le norme e gli adempimenti”, edito da ARS Edizioni), sarà completata da una disamina dei più frequenti errori formali nelle “scritture” ambientali orientata ad evitare di incorrere nelle pesanti sanzioni amministrative pecuniarie previste dalle norme di riferimento.
A tutti i partecipanti al seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido per ottenere la qualifica di Esperto Ambientale Certificato.
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