Ambiente: in quarant’anni le città hanno mangiato un quarto di campagna

October 29, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Agricoltura, ambiente, ecologia 

 

Ambiente: in quarant’anni le città hanno mangiato un quarto di campagna

Un territorio grande come due volte la regione Lombardia per un totale di cinque milioni di ettari. equivalenti è stato sottratto all’ agricoltura che interessa oggi una superficie di 12,7 milioni di ettari con una riduzione di ¼ negli ultimi 40 anni.

E’ quanto è emerso dallo studio realizzato per la Coldiretti dal prof. Angelo Frascarelli, dal quale si evidenzia che l’erosione di terre fertili è imputabile alla sottrazione per usi industriali, residenziali, civili ed infrastrutturali, oltre che all’abbandono delle zone marginali. Un processo che mette a rischio la sicurezza del territorio in Italia dove – sottolinea la Coldiretti – ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità.


In più di un caso su tre (42 per cento) chi acquista terra non è un imprenditore agricolo. Non è un caso infatti che i terreni agricoli battono l’oro nella classifica degli investimenti giudicati più sicuri dagli italiani e sono collocati al pari dei conti correnti ad alta remunerazione e al di sotto della casa, che è di gran lunga in cima alla graduatoria, secondo l’indagine realizzata da Coldiretti-Swg nell’ottobre 2009.

L’uso plurimo della terra (agricolo, residenziale, ricreativo, paesaggistico, ambientale) con spiccata conflittualità di interessi specialmente nelle aree di pianura, l’alta densità demografica, il fatto che solo il 30 per cento della superficie agricola coltivata è in pianura, i forti vincoli ambientali, paesaggistici ed idrogeologici generano una forte pressione che tiene particolarmente alto il valore della terra in Italia.

Tra i nuovi fenomeni va segnalata la domanda di terreni da destinare a pannelli fotovoltaici che si è aggiunta alla diffusione nelle aree fertili di impianti agroenergetici con la richiesta di terra da destinare alla produzione di biomassa.

La crisi finanziaria, con la ricerca di beni rifugio alternativi agli investimenti piu’ tradizionali come la borsa, rischia di favorire le speculazioni sui terreni agricoli facendone schizzare le quotazioni verso l’alto e ostacolandone ulteriormente l’acquisto da parte dei giovani imprenditori agricoli. “Il terreno è un costo per le imprese agricole che devono crescere e svilupparsi e l’aumento delle quotazioni rischia di trasformarsi in un ulteriore onere che si somma a quello della stretta creditizia” – ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare “l’importanza di misure antispeculative soprattutto per favorire l’inserimento dei giovani agricoltori”. I valori fondiari medi nell’Ue vanno da un minimo di 1.000 euro/ettaro nei Paesi dell’Est (Romania, Slovacchia, ecc.) ad un massimo di 34.000 euro/ettaro in Olanda, 25.000 euro/ettaro in Danimarca e 11.000 euro/ettaro in Spagna, secondo l’ Eurostat.

In Italia, il valore fondiario medio è di 17.000 euro/ettaro, ma è una media comprende anche i terreni marginali di montagna e collina dell’Appennino e delle Isole. I terreni di montagna e collina litoranea, paragonabili a quelli dell’Olanda e della Danimarca, hanno in Italia un valore fondiario medio di gran lunga superiore, da 38.000 euro/ettaro a 72.000 euro/ettaro.

Un’indagine di Coldiretti, appositamente svolta sui valori fondiari, ha messo in evidenza che, anche nel 2009 – anno di forte crisi dell’agricoltura –, il valore dei terreni continua a crescere nelle pianure con valori che raggiungono i 550.000 euro/ettaro, mentre diminuisce nelle aree più marginali della montagna alpina, appenninica e delle isole. I prezzi alle stelle dei terreni risultano spesso proibitivi per i giovani agricoltori che vogliono intraprendere un’attività agricola e costituiscono uno dei problemi più gravi all’insediamento e al ricambio generazionale. Per questo la formula dell’affitto rappresenta una valida alternativa per avviare l’attività agricola. Infatti la terra in affitto in Italia è in crescita e i giovani (con età inferiore ai 40 anni) detengono mediamente il 26 per cento della terra in affitto mentre per gli agricoltori più anziani (con età superiore ai 40 anni) tale percentuale scende mediamente al 13 per cento della terra in affitto. La terra di proprietà degli Enti pubblici è un fenomeno molto rilevante in Italia che detengono oltre il 7 per cento della superficie agricola utizzabile per un totale di quasi un milione di ettari ( 934.000 ettari ) destinati per la quasi totalità ai pascoli ( 887000 ettari ) ma anche seminativi ( 32000 ettari ) e colture legnose ( 15000 ettari ).

 

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I nuovi adempimenti per la gestione dei rifiuti

October 15, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Formazione, rifiuti 

 

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IL MUD 2010 E I NUOVI ADEMPIMENTI PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI

MILANO, 23 OTTOBRE 2009, ORE 14.15 – 18.00

Il sistema di adempimenti previsto dalla normativa sui rifiuti è uno dei più complessi, articolati e di difficile interpretazione.

L’imminente introduzione di un sistema telematico per garantire la tracciabilità dei rifiuti modificherà radicalmente gli adempimenti previsti dalle norme vigenti.

Il seminario, oltre ad affrontare in modo particolareggiato le modalità di compilazione del Modello Unico di Dichiarazione ambientale da presentare entro il 30 aprile 2010, si propone di fornire i riferimenti fondamentali per comprendere le novità che verranno introdotte dal sistema telematico per la tracciabilità dei rifiuti.

Il nuovo sistema, infatti, nei prossimi mesi sostituirà l’emissione dei formulari e la tenuta dei registri di carico e scarico, e prevede l’abolizione del MUD a partire dal 2011.

Nel corso dell’incontro saranno analizzate le più diffuse difficoltà nella compilazione del MUD e verranno presentate le caratteristiche ad oggi note dei nuovi obblighi.


A tutti i partecipanti al seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido per ottenere la qualifica di Esperto Ambientale Certificato.

L’analisi della legislazione di riferimento sarà operata da uno dei massimi esperti del settore (curatore, tra l’altro, del “Codice dell’ambiente” e del “Codice dei rifiuti” editi da Hyper Edizioni) con un’impostazione operativa – consolidata grazie ad una ventennale esperienza di assistenza ad imprese - volta alla soluzione dei concreti problemi di gestione.

Il modulo formativo è particolarmente consigliato alle imprese certificate ISO 14001, registrate EMAS o in procinto di raggiungere questi traguardi.

Per maggiori informazioni:

www.eco-nomos.com


Utilizzo dei fosfati chimici sui detergenti: consultazione

October 5, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Inquinamento, energia 

 

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Utilizzo dei fosfati chimici sui detergenti: consultazione

La Commissione europea vuole verificare l’impatto che un diverso utilizzo dei fosfati chimici all’interno dei detergenti avrebbe sui costi delle aziende europee. Per questo motivo ha lanciato una consultazione al fine di conoscere il parere delle imprese.
In base del regolamento europeo n. 648/2004 la Commissione vorrebbe imporre una diminuzione dell’utilizzo di queste sostanze da parte delle aziende produttrici di detergenti. La motivazione di una tale decisione è da ricondurre agli effetti negativi che questi prodotti hanno sull’ambiente e in particolar modo al loro ruolo nell’ inquinamento delle acque, così come emerso da studi sull’impatto ambientale dei fosfati.
La Commissione europea invita le aziende del settore a rispondere al questionario pubblicato su www.promofirenze.com/index.asp?pg=4923  per esprimere il proprio parere. L’anonimato è garantito.


Il questionario va rinviato a Promofirenze, membro delle rete Enterprise Europe Network, sostenuta dalla Direzione Generale Imprese della Commissione Europea, entro il 12 ottobre via fax allo 0552671404 o via e-mail margherita.lella@promofirenze.com
e/o valentina.cherchi@promofirenze.com  

 

Per informazioni rivolgersi a Margherita Lella (tel. 0552671503) e Valentina Cherchi (tel. 0552671510).


Energia e risparmio: impianto fotovoltaico sul tetto della sede della Camera di Commercio di Potenza

October 5, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Energie rinnovabili, energia, fotovoltaico 

 

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Impianto fotovoltaico sul tetto della sede della Camera di Commercio di Potenza

Iniziativa di carattere “ambientalista” per la Camera di Commercio di Potenza, che ha approvato una delibera tesa a ridurre l’impronta ecologica dell’Ente e contribuire a favorire il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Nello specifico, nell’ambito della ristrutturazione nella sede decentrata di Via dell’Edilizia, l’Ente camerale si è dotato di un impianto fotovoltaico di ultima generazione che consentirà di apportare benefici all’ambiente e di trarre un vantaggio economico dall’autoproduzione energetica.
“Le ragioni che ci hanno spinto a questa piccola ‘svolta’ non sono solo quelle di natura economica, legate alla riduzione dei consumi e all’ottimizzazione delle spese energetiche – spiega il presidente dell’Ente camerale, Pasquale Lamorte -. C’è una ragione culturale di fondo che vorremmo venisse sempre più recepita. E’ inutile continuare a parlare di ‘impronta ecologica’ se poi non si fa qualcosa di concreto per ridurre l’impatto ambientale e contribuire a diffondere un’immagine positiva legata alla cura per l’ambiente e allo sviluppo sostenibile, sempre più necessaria per preservare il nostro Pianeta.


Il tessuto produttivo può fare molto, in questo senso. La cultura della sostenibilità sta crescendo anche sul nostro territorio, che può far leva proprio sull’ambiente come fattore di attrattività; l’auspicio è che sempre più aziende riescano ad applicare, nel prossimo futuro, una nuova e differente logica fondata su un migliore sfruttamento delle risorse a disposizione, su una più diffusa politica del riciclo, sulla crescita più incisiva di una ‘coscienza ambientale’”. La tecnologia fotovoltaica, lo ricordiamo, genera energia elettrica direttamente sul punto di consumo, evitando perdite dovute al trasporto ed ai cambi di tensione e riducendo i carichi sulla rete elettrica. Ha durata di vita superiore ai 30 anni e presenta costi di manutenzione inferiori a tutte le altre fonti energetiche (rinnovabili e non) in quanto tecnologia a stato solido e priva di parti in movimento. Inoltre non ha un impatto visivo negativo e non deturpa l’ambiente; anzi i moduli fotovoltaici si prestano molto bene per l’integrazione architettonica e per valorizzare l’estetica di case, edifici ed altri elementi di arredo urbano.


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