Category Archives: Agricoltura

Centraline e programmatori per l’irrigazione wifi. Risparmio energetico e idrico

Le centraline e i programmatori di irrigazione Wi-Fi stanno letteralmente rivoluzionando il settore con una serie di vantaggi non solo di pratica funzionalità ma anche destinati ridurre drasticamente il consumo d’acqua evitando inutili sprechi.

Esse rendono completi i relativi impianti di irrigazione rivelandosi indispensabili per coloro che vogliono gestire in maniera efficiente il proprio giardino.

E’ possibile acquistare su Mondoirrigazione una centralina Wi-Fi professionale, scegliendo tra i prodotti dei marchi più conosciuti e affidabili, come Hunter, Rain Bird, Orbit.

Grazie a queste centraline non sarà più necessario intervenire manualmente ogni volta per attivare l’impianto. Infatti per pianificare nel modo più corretto possibile i tempi di irrigazione ci basterà programmare le tempistiche che preferiamo in relazione alle esigenze del nostro giardino, orto o frutteto. Con queste premesse è naturale dedurre il motivo per cui questo dispositivo continua ad essere particolarmente gettonato, specie da quando le sue funzioni possono essere tranquillamente attivate tramite un sistema Wi-Fi e quindi comodamente dal proprio smartphone o tablet.

Pensate soprattutto alla notevole utilità nel caso in cui passate poco tempo a casa. Infatti grazie a questi pratici dispositivi non dovrete più chiedere aiuto ai vostri vicini o a vostri parenti , vi basterà programmare l’irrigazione direttamente dal vostro dispositivo mobile senza necessariamente ritornare a casa per attivare l’impianto.

Queste caratteristiche vantaggiose unitamente al successo commerciale hanno contribuito all’immissione sul mercato nel corso degli anni di numerosi e differenti modelli dalle innumerevoli versioni. Il loro utilizzo è altamente semplificato dato che per usarli nel migliore dei modi basta semplicemente accedere all’apposita applicazione per Android e iOS dal proprio dispositivo mobile e procedere alla impostazione da remoto dei vari programmi disponibili, scegliendo tra i differenti tempi di irrigazione, il diverso valore di water budget, i relativi comandi manuali e tutte le altre funzioni che sono indispensabili per il corretto funzionamento dell’impianto automatico d’irrigazione del vostro giardino.

Per accedere alle varie funzionalità non è indispensabile avere a disposizione una rete Wi-Fi domestica ma volendo si può programmare la centralina in maniera tradizionale.
Bisogna inoltre sapere che sarà possibile sostituire i
programmatori esistenti sfruttando le stesse connessioni elettriche.

Possiamo anche evitare di scaricare l’app, quello che ci serve è un dispositivo come il pc su cui accediamo direttamente dal browser web e gestire cicli e operazioni di programmazione da remoto, oltre a controllare lo storico.

Alcuni di questi programmatori prevedono la possibilità di controllare un numero ampio di zone nel caso in cui si ha un giardino o un orto molto grande con l’opportunità di aggiungere in un secondo momento altri moduli di espansione e altri spazi di controllo. A ciò si aggiunge un’interfaccia pratico e intuitivo che consente a tutti di accedervi senza la necessità di conoscenze specifiche o lunghi manuali. Infine su alcune di queste centraline possiamo anche monitorare il consumo d’acqua installando un apposito misuratore di portata con l’opportunità di visualizzare sul proprio dispositivo una rappresentazione dei programmi impostati nell’arco di un mese, di una settimana e di un giorno.

Come scegliere un buon vino online senza essere grandi esperti

Il panorama della vendita online di vino, offre al consumatore innumerevoli scelte, ma come si può essere sicuri di acquistare un buon vino senza avere esperienza nel settore?

Per orientarsi nelle vetrine delle enoteche online, il primo consiglio da seguire è quello di preferire vini con una denominazione IGT (indicazione geografica tipica), DOC (denominazione di origine controllata) o DOCG (denominazione di origine controllata e garantita).
I vini appartenenti a queste tre denominazioni, sono sottoposti ad una analisi chimico-fisica ed un esame organolettico per verificare la presenza dei requisiti disciplinati per legge, inoltre garantiscono una provenienza geografica ben identificata.

Prima di effettuare un acquisto di vino online è necessario cercare sul web qualche informazione riguardante l’azienda produttrice, il territorio dove si effettua la vendemmia, l’annata di produzione; moltissime applicazioni offrono questo servizio per aiutare i potenziali acquirenti nella scelta di un buon vino, che soddisfi i propri gusti personali ed abbia un buon rapporto qualità/prezzo.

Se non siete amanti delle etichette e non volete perdere tempo a cercare informazioni su internet, vi sono molti e-commerce che consentono agli utenti di valutare il prodotto acquistato e di inserire le opinioni personali, leggendo questi commenti potrete farvi un’idea sommaria del vino più acquistato e consigliato dagli utenti.

Per scegliere un buon vino online, diffidate dalle scontistiche esagerate, si sa che il mercato online è conveniente, ma un buon vino venduto ad un prezzo esageratamente modico, non può essere un vino imbottigliato e prodotto secondo alti livelli qualitativi.

Per una ricerca più accurata, le enoteche online offrono una selezione per regione, di conseguenza sarà molto più facile scegliere un buon vino in base alla regione di produzione.

Se la ricerca del vino migliore, vi sembra difficile, visitate i siti delle guide specializzate in enologia, qui troverete una classifica dei vini migliori, così da essere sicuri di aver scelto il miglior prodotto in commercio; inoltre queste guide consigliano ai principianti il giusto abbinamento enogastronomico.

Ambiente: in quarant’anni le città hanno mangiato un quarto di campagna

 

Ambiente: in quarant’anni le città hanno mangiato un quarto di campagna

Un territorio grande come due volte la regione Lombardia per un totale di cinque milioni di ettari. equivalenti è stato sottratto all’ agricoltura che interessa oggi una superficie di 12,7 milioni di ettari con una riduzione di ¼ negli ultimi 40 anni.

E’ quanto è emerso dallo studio realizzato per la Coldiretti dal prof. Angelo Frascarelli, dal quale si evidenzia che l’erosione di terre fertili è imputabile alla sottrazione per usi industriali, residenziali, civili ed infrastrutturali, oltre che all’abbandono delle zone marginali. Un processo che mette a rischio la sicurezza del territorio in Italia dove – sottolinea la Coldiretti – ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità.


In più di un caso su tre (42 per cento) chi acquista terra non è un imprenditore agricolo. Non è un caso infatti che i terreni agricoli battono l’oro nella classifica degli investimenti giudicati più sicuri dagli italiani e sono collocati al pari dei conti correnti ad alta remunerazione e al di sotto della casa, che è di gran lunga in cima alla graduatoria, secondo l’indagine realizzata da Coldiretti-Swg nell’ottobre 2009.

L’uso plurimo della terra (agricolo, residenziale, ricreativo, paesaggistico, ambientale) con spiccata conflittualità di interessi specialmente nelle aree di pianura, l’alta densità demografica, il fatto che solo il 30 per cento della superficie agricola coltivata è in pianura, i forti vincoli ambientali, paesaggistici ed idrogeologici generano una forte pressione che tiene particolarmente alto il valore della terra in Italia.

Tra i nuovi fenomeni va segnalata la domanda di terreni da destinare a pannelli fotovoltaici che si è aggiunta alla diffusione nelle aree fertili di impianti agroenergetici con la richiesta di terra da destinare alla produzione di biomassa.

La crisi finanziaria, con la ricerca di beni rifugio alternativi agli investimenti piu’ tradizionali come la borsa, rischia di favorire le speculazioni sui terreni agricoli facendone schizzare le quotazioni verso l’alto e ostacolandone ulteriormente l’acquisto da parte dei giovani imprenditori agricoli. “Il terreno è un costo per le imprese agricole che devono crescere e svilupparsi e l’aumento delle quotazioni rischia di trasformarsi in un ulteriore onere che si somma a quello della stretta creditizia” – ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare “l’importanza di misure antispeculative soprattutto per favorire l’inserimento dei giovani agricoltori”. I valori fondiari medi nell’Ue vanno da un minimo di 1.000 euro/ettaro nei Paesi dell’Est (Romania, Slovacchia, ecc.) ad un massimo di 34.000 euro/ettaro in Olanda, 25.000 euro/ettaro in Danimarca e 11.000 euro/ettaro in Spagna, secondo l’ Eurostat.

In Italia, il valore fondiario medio è di 17.000 euro/ettaro, ma è una media comprende anche i terreni marginali di montagna e collina dell’Appennino e delle Isole. I terreni di montagna e collina litoranea, paragonabili a quelli dell’Olanda e della Danimarca, hanno in Italia un valore fondiario medio di gran lunga superiore, da 38.000 euro/ettaro a 72.000 euro/ettaro.

Un’indagine di Coldiretti, appositamente svolta sui valori fondiari, ha messo in evidenza che, anche nel 2009 – anno di forte crisi dell’agricoltura –, il valore dei terreni continua a crescere nelle pianure con valori che raggiungono i 550.000 euro/ettaro, mentre diminuisce nelle aree più marginali della montagna alpina, appenninica e delle isole. I prezzi alle stelle dei terreni risultano spesso proibitivi per i giovani agricoltori che vogliono intraprendere un’attività agricola e costituiscono uno dei problemi più gravi all’insediamento e al ricambio generazionale. Per questo la formula dell’affitto rappresenta una valida alternativa per avviare l’attività agricola. Infatti la terra in affitto in Italia è in crescita e i giovani (con età inferiore ai 40 anni) detengono mediamente il 26 per cento della terra in affitto mentre per gli agricoltori più anziani (con età superiore ai 40 anni) tale percentuale scende mediamente al 13 per cento della terra in affitto. La terra di proprietà degli Enti pubblici è un fenomeno molto rilevante in Italia che detengono oltre il 7 per cento della superficie agricola utizzabile per un totale di quasi un milione di ettari ( 934.000 ettari ) destinati per la quasi totalità ai pascoli ( 887000 ettari ) ma anche seminativi ( 32000 ettari ) e colture legnose ( 15000 ettari ).

 

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L’agricoltura lancia un piano di investimenti per la produzione di energie rinnovabili

 

L’agricoltura lancia un piano di investimenti per la produzione di energie rinnovabili

L’ultimo rapporto dell’ENEA, elaborato sui dati 2008, sottolinea: “Le energie rinnovabili rappresentano un’importante opportunità industriale oltre che una fonte di energia alternativa. L’investimento nel settore è molto cresciuto negli ultimi anni, fino a raggiungere nel mondo i 160 miliardi di dollari e dare occupazione a quasi 4 milioni di addetti”. In questo quadro generale cresce la richiesta di strategie energetiche sostenibili e il consenso è molto alto per chi investe nell’ energia verde.

Sull’argomento è intervenuto oggi il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nel corso della tavola rotonda “Per non restare al verde”, organizzata nell’ambito della manifestazione “Cortina In ConTra Estate 2009”, il prestigioso “think-tank” ideato dal giornalista Enrico Cisnetto.

“Seguendo il green new deal lanciato da Obama – ha detto Vecchioni – anche il settore agricolo vuole contribuire sempre più a soddisfare il fabbisogno energetico nazionale e diversificare le fonti energetiche”.

Un importante passo operativo su vasta scala in Italia è stato fatto Confagricoltura, creando la prima rete che produce biomasse di origine agricola, con 120 imprese, 600 milioni di investimento e 170 megawatt di potenza installata. Tutto ciò che è legato alle energie rinnovabili noi lo vediamo come una integrazione di reddito e una riduzione dei costi per le nostre imprese. Ma non riteniamo questo percorso né risolutivo, né esaustivo in termini di impatto sul clima. La nostra, in proposito, è una visione laica ed economica, non ideologica”.


“Il completamento del quadro normativo sulla produzione di energia da biomassa – ha proseguito il presidente di Confagricoltura – darà nuovo impulso allo sviluppo in questo settore. Un sistema di incentivi chiaro e stabile negli anni, infatti, consentirà alle imprese di pianificare gli investimenti nel lungo periodo. Tenendo presente che, superato il passaggio iniziale, più le tecnologie avanzano, più il ricorso agli incentivi può essere ridimensionato. La comunità agricola diventerà quindi un alleato ancor più prezioso all’interno di un disegno che consente una riformulazione economica del rapporto col territorio. Purtroppo – ha sottolineato Vecchioni – 600 milioni di euro dei fondi rotativi, ossia i finanziamenti di credito agevolati per le imprese che vogliono promuovere sistemi di cogenerazione ad alta efficienza, giacciono fermi, mentre le imprese di Confagricoltura sono pronte ad entrare in questa partita”.

Poi Vecchioni ha avvertito: “In tutto ciò va definitivamente modificato l’approccio ideologico che considera l’agricoltura non compatibile con la produzione di energia, a discapito di quella alimentare. Le moderne tecnologie, invece, consentono la coesistenza di entrambe le attività, senza contare che 350.000 ettari di terreno pubblico inutilizzati stanno per essere restituiti alla comunità agricola. Inoltre, a proposito della lotta alle emissioni di CO2 va ricordato che la maggior parte dei boschi italiani è privata”.

Un altro intervento di rilievo nel contesto dell’agroenergia è quello operato da Finbieticola, di cui Federico Vecchioni è presidente, con l’obiettivo di riconvertire e valorizzare il settore bieticolo-saccarifero attraverso lo sviluppo di attività imprenditoriali agricole innovative. “Con un investimento di circa 280 milioni di euro nei prossimi tre anni – ha spiegato Vecchioni – il progetto “Terrae” punta a mobilitare partner industriali e finanziari con una leva complessiva di un miliardo e mezzo di euro. Per lo sviluppo delle iniziative nel 2009 sono disponibili 41,3 milioni di euro, cifra che sale a circa 115 milioni di euro per ciascuno dei due anni successivi pari a un volume complessivo di 279,6 milioni di euro nel triennio. La quota maggiore è appunto riservata all’agroenergia, che assorbe il 79% degli investimenti”. Il 16% è rivolto allo sviluppo dell’area agroalimentare e il 5% ai servizi.

“Il progetto – ha proseguito il presidente – si svilupperà attraverso tre società operative a cui faranno capo 21 divisioni. Nove di queste opereranno nella produzione di energia elettrica e biocarburanti. Una particolare attenzione viene dedicata al settore delle fonti rinnovabili, visto che l’agricoltura italiana ha notevoli margini di sviluppo e può fare molto per contribuire ad abbattere le emissioni di CO2. La costruzione di un futuro sostenibile non può prescindere dalla promozione di azioni che siano in grado di conciliare le esigenze della crescita economica ed occupazionale con le ragioni dell’ambiente, creando così quel sistema di reciproche opportunità tale da orientare le politiche di gestione verso una comune visione di sviluppo”.

Questo è anche il motivo per cui Finbieticola SpA, ha firmato il Patto per l’Ambiente con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero dell’Ambiente il 7 luglio 2009 congiuntamente ad altre 10 imprese impegnate nei settori dell’energia, all’industria, dei trasporti e dell’agricoltura quali Autostrade per l’Italia SpA, Edipower SpA, Edison SpA, ENAC SpA, Enel SpA, Eni SpA, Ferrovie dello Stato SpA, Italcementi SpA, Sorgenia SpA, Terna SpA. L’accordo tra le 11 imprese, vuole contribuire, con 12 miliardi di investimento, alla diversificazione delle fonti energetiche e consentire una riduzione delle emissioni di CO2 nel periodo 2009-2013, di circa 2.5 milioni di tonnellate/anno.

 

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