Category Archives: rifiuti

La Tares diventa un problema per le imprese

Purtroppo in Umbria la situazione Tares non è molto positiva, stiamo parlando della tassa sullo smaltimento dei rifiuti urbani entrata in vigore in questi ultimi mesi. La sua entrata in vigore non sta facendo altro che registrare aumenti davvero elevati delle tariffe rispetto al passato.

A questo punto le imprese sono seriamente preoccupate, visto che il rischio incredibile è di dover pagare la tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani anche se la maggior parte di queste aziende, genera degli scarti che non vanno assolutamente a finire nel ciclo della nettezza urbana comune, perché devono avere uno smaltimento speciale.

Il Direttore dalla CNA Umbria, ha deciso di inviare ai sindaci della regione, alcune idee per modificare la metodologia di calcolo delle superfici assoggettabili al pagamento della Tares. Forse in questi casi il Governo avrebbe dovuto rendere note quali sono le tipologie di rifiuti che possono essere integrate nel pagamento della tares e quali no.

Proprio per questo motivo è necessario riuscire ad individuare con precisione le superfici aziendali tassabili, visto che producono rifiuti conferibili al servizio di smaltimento pubblico. Quindi perché non stabilire quali locali o quali aree entrano a far parte della regola dei rifiuti speciali non assimilati?

Il Governo per il momento ha semplicemente pensato di lanciare la proposta Tares senza pensare alle conseguenze e senza occuparsi di altre problematiche e direttive da rendere chiare. Attualmente la superficie viene calcolata forfettariamente e per la maggior parte delle aziende sarebbe davvero difficile riuscire a stabilire l’effettiva area dove si formano i rifiuti speciali e quella dove invece si formano i rifiuti urbani, sulla quale poi andare a conteggiata la tares.

Il caso Tares per i comuni e le imprese deve essere risolto al più presto con dei vantaggi che devono aiutare le aziende che pagano la tares per poi smistare i rifiuti da altre parti. Quale sarà la decisone finale del Governo? Verranno presi in considerazione queste ipotesi oppure no?

 

La pulizia in centro

La vivibilità di un centro abitato dipende da tanti fattori, come la gestione del traffico, la sicurezza, i servizi al cittadino, ma quel che più colpisce di primo acchito è il grado di pulizia: la sporcizia e le immondizie sparse un po’ ovunque non solo sono brutte da vedere ma costituiscono anche un rischio per la salute.

La responsabilità del livello di pulizia di una città si ripartisce equamente fra cittadini e amministratori. Gli abitanti devono mostrarsi responsabili nei confronti dell’ambiente, del decoro urbano e del prossimo, badando a non sporcare vie, piazze e giardini pubblici con cartacce, mozziconi e rifiuti vari (per non parlare di interi sacchetti della spazzatura buttati nei fossati o abbandonati agli angoli delle strade), ma l’amministrazione comunale, dal canto suo, deve rendere possibile e incoraggiare il retto comportamento degli amministrati in tre modi:


1) informando su cosa ci si aspetta dal buon cittadino, sui motivi per cui è necessario mantenere pulita la città e sulle sanzioni previste in caso di violazione;
2) dando il buon esempio con la pulizia delle strade e la manutenzione dei luoghi pubblici; 3) disseminando il territorio di cestini e cestoni portarifiuti (come, ad esempio, questi:
http://www.bellitalia.net/arredo-urbano-cestoni-portarifiuti/cestini/cestone-urano-99.html).

Un attento arredo urbano, infatti, non si deve fermare al mero abbellimento, ma deve provvedere a dotare la città di tutte quelle strutture utili, come le rastrelliere per biciclette (vedi http://www.bellitalia.net/arredo-urbano-portabiciclette.html), che agevolino i comportamenti virtuosi delle persone.

Piano regionale dei rifiuti: che fine ha fatto?

Di Piano Regionale dei Rifiuti Speciali (cioè prodotti dalle aziende) in Regione si continua purtroppo a non parlare, nonostante le rassicurazioni dell’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte.
A febbraio l’assessore aveva promesso che la stesura della bozza del Piano sarebbe avvenuta entro Pasqua, e subito dopo il confronto con le parti interessate, riconoscendo l’importanza e la centralità di questo documento sia per rispondere alle reali esigenze del territorio, in vista dell’obiettivo dell’autosufficienza, sia per garantire una più mirata concorrenza tra le aziende interessate.
“Da Palazzo Balbi non è arrivato nulla, né la bozza, né la convocazione” lamenta l’avv. Cerruto, Presidente dell’Associazione Gestori Rifiuti. “Sono passati circa dieci anni da quando è stato introdotto l’obbligo di questo adempimento, essenziale anche in vista della riduzione delle quantità, dei volumi e della pericolosità dei rifiuti: non è più ammissibile rinviare ancora. La nostra Associazione ha già dato il proprio contributo mediante la stesura di un piano relativo ai rifiuti agricoli: ora ci aspettiamo che la Regione rispetti gli impegni presi e provveda in tempi rapidi a colmare questa lacuna.”
Nel frattempo i problemi si sommano.
Infatti, la Legge finanziaria regionale dello scorso anno ha stabilito che non potranno essere rilasciate nuove autorizzazioni agli impianti di trattamento dei rifiuti finché il Piano non sarà emanato, con conseguente blocco del settore. Va aggiunto che l’approvazione del Piano è condizione necessaria per accedere ai finanziamenti nazionali, e che con la recente riforma del Decreto n. 205/2010 è stato sancito l’obbligo per le Regioni di comunicare i propri Piani di gestione dei rifiuti al Ministero dell’Ambiente, il quale poi provvederà a trasmetterli alla Commissione Europea. L’ottemperanza a questo obbligo assume quindi una valenza non solo regionale, ma anche nazionale e addirittura europea.
I Piani di gestione dei rifiuti sono gli strumenti con cui viene definita la strategia dell’amministrazione regionale in materia: essi devono individuare, tra l’altro, tipo, quantità e fonte dei rifiuti prodotti all’interno del territorio; previa ricognizione dei sistemi di raccolta dei rifiuti e impianti di smaltimento e recupero esistenti, devono effettuare una valutazione della necessità di nuovi sistemi di raccolta, della chiusura degli impianti esistenti per i rifiuti, di ulteriori infrastrutture per gli impianti per i rifiuti in conformità del principio di autosufficienza e prossimità; ancora devono fissare i criteri per l’individuazione, da parte delle Province, delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti nonché per l’individuazione dei luoghi o impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti; devono prevedere programmi di prevenzione della produzione dei rifiuti, in particolare di quelli biodegradabili.

Valle d’Aosta: Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti per la Valle d’Aosta ha avuto un significato particolare. L’Assessorato del territorio e ambiente sottolinea infatti che l’iniziativa di sensibilizzazione si è conclusa con un bilancio molto positivo e che, contestualmente alle attività di informazione e sensibilizzazione dei cittadini sulla necessità di ridurre la produzione di rifiuti, la Giunta regionale ha approvato tre importanti deliberazioni che danno attuazione alle decisioni assunte dal Consiglio regionale con deliberazione n.1117 del 2010.
Tre gli atti che hanno portato il Governo regionale a dare applicazione al progetto: l’avvio di una gara per la predisposizione e la realizzazione di un Programma di azioni volte alla riduzione e alla prevenzione della produzione dei rifiuti in Valle d’Aosta; l’approvazione dello Studio di fattibilità per l’affidamento in concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani della Valle d’Aosta predisposto sulla base degli indirizzi approvati dalla III Commissione consiliare e la pubblicazione della gara d’appalto per l’affidamento in concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani della valle d’Aosta che comprende la realizzazione del nuovo impianto basato sulla pirolisi e gassificazione e la gestione del ciclo di trattamento e smaltimento dei rifiuti presso il centro regionale di Brissogne per un periodo di 23 anni.
Questi atti sottolineano come la politica regionale di gestione dei rifiuti sia centrata sulle priorità di azione indicate dall’Unione Europea:
– grande importanza agli interventi che favoriscono la riduzione dei rifiuti attraverso la prevenzione e il loro corretto riuso e riciclo,
– massima attenzione per la realizzazione di un sistema di raccolta differenziata dei rifiuti sempre più efficiente che raggiunga i livelli richiesti dalla Direttiva 98/2008,
– maggiore responsabilità nell’individuazione delle soluzioni che risolvano il problema del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti non differenziabili all’interno della Regione, senza condizionamenti esterni che possano metter in crisi il sistema.
Il bando di gara per l’affidamento in concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani della valle d’Aosta, che comprende la realizzazione del nuovo impianto basato sulla pirolisi e gassificazione, è disponibile sul sito della Regione ed è stato pubblicato il 30 novembre 2010 sulla Gazzetta Europea (GUCE).
L’importo dell’appalto è stabilito in 225 milioni di euro, per i ventitré anni di concessione previsti.
Il termine di scadenza per la presentazione delle offerte è fissato per il giorno 6 maggio 2011.
Anche il bando per la predisposizione e l’attuazione del Programma di azioni volte alla riduzione e alla prevenzione della produzione dei rifiuti in Valle d’Aosta è reperibile sul sito della Regione ed è stato pubblicato il 1° dicembre 2010 sulla Gazzetta Europea (GUCE).
L’importo dell’appalto è stabilito in 192 mila euro per ogni anno, pari a complessivi a euro 576 mila euro per il triennio 2011/2013.
Il termine di scadenza per la presentazione delle offerte è fissato per il giorno 18 febbraio 2011.
Per ulteriori informazioni, si può consultare la documentazione dell’appalto sul sito: www.regione.vda.it/bandidigara