Piano regionale dei rifiuti: che fine ha fatto?

Di Piano Regionale dei Rifiuti Speciali (cioè prodotti dalle aziende) in Regione si continua purtroppo a non parlare, nonostante le rassicurazioni dell’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte.
A febbraio l’assessore aveva promesso che la stesura della bozza del Piano sarebbe avvenuta entro Pasqua, e subito dopo il confronto con le parti interessate, riconoscendo l’importanza e la centralità di questo documento sia per rispondere alle reali esigenze del territorio, in vista dell’obiettivo dell’autosufficienza, sia per garantire una più mirata concorrenza tra le aziende interessate.
“Da Palazzo Balbi non è arrivato nulla, né la bozza, né la convocazione” lamenta l’avv. Cerruto, Presidente dell’Associazione Gestori Rifiuti. “Sono passati circa dieci anni da quando è stato introdotto l’obbligo di questo adempimento, essenziale anche in vista della riduzione delle quantità, dei volumi e della pericolosità dei rifiuti: non è più ammissibile rinviare ancora. La nostra Associazione ha già dato il proprio contributo mediante la stesura di un piano relativo ai rifiuti agricoli: ora ci aspettiamo che la Regione rispetti gli impegni presi e provveda in tempi rapidi a colmare questa lacuna.”
Nel frattempo i problemi si sommano.
Infatti, la Legge finanziaria regionale dello scorso anno ha stabilito che non potranno essere rilasciate nuove autorizzazioni agli impianti di trattamento dei rifiuti finché il Piano non sarà emanato, con conseguente blocco del settore. Va aggiunto che l’approvazione del Piano è condizione necessaria per accedere ai finanziamenti nazionali, e che con la recente riforma del Decreto n. 205/2010 è stato sancito l’obbligo per le Regioni di comunicare i propri Piani di gestione dei rifiuti al Ministero dell’Ambiente, il quale poi provvederà a trasmetterli alla Commissione Europea. L’ottemperanza a questo obbligo assume quindi una valenza non solo regionale, ma anche nazionale e addirittura europea.
I Piani di gestione dei rifiuti sono gli strumenti con cui viene definita la strategia dell’amministrazione regionale in materia: essi devono individuare, tra l’altro, tipo, quantità e fonte dei rifiuti prodotti all’interno del territorio; previa ricognizione dei sistemi di raccolta dei rifiuti e impianti di smaltimento e recupero esistenti, devono effettuare una valutazione della necessità di nuovi sistemi di raccolta, della chiusura degli impianti esistenti per i rifiuti, di ulteriori infrastrutture per gli impianti per i rifiuti in conformità del principio di autosufficienza e prossimità; ancora devono fissare i criteri per l’individuazione, da parte delle Province, delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti nonché per l’individuazione dei luoghi o impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti; devono prevedere programmi di prevenzione della produzione dei rifiuti, in particolare di quelli biodegradabili.
Valle d’Aosta: Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti per la Valle d’Aosta ha avuto un significato particolare. L’Assessorato del territorio e ambiente sottolinea infatti che l’iniziativa di sensibilizzazione si è conclusa con un bilancio molto positivo e che, contestualmente alle attività di informazione e sensibilizzazione dei cittadini sulla necessità di ridurre la produzione di rifiuti, la Giunta regionale ha approvato tre importanti deliberazioni che danno attuazione alle decisioni assunte dal Consiglio regionale con deliberazione n.1117 del 2010.
Tre gli atti che hanno portato il Governo regionale a dare applicazione al progetto: l’avvio di una gara per la predisposizione e la realizzazione di un Programma di azioni volte alla riduzione e alla prevenzione della produzione dei rifiuti in Valle d’Aosta; l’approvazione dello Studio di fattibilità per l’affidamento in concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani della Valle d’Aosta predisposto sulla base degli indirizzi approvati dalla III Commissione consiliare e la pubblicazione della gara d’appalto per l’affidamento in concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani della valle d’Aosta che comprende la realizzazione del nuovo impianto basato sulla pirolisi e gassificazione e la gestione del ciclo di trattamento e smaltimento dei rifiuti presso il centro regionale di Brissogne per un periodo di 23 anni.
Questi atti sottolineano come la politica regionale di gestione dei rifiuti sia centrata sulle priorità di azione indicate dall’Unione Europea:
- grande importanza agli interventi che favoriscono la riduzione dei rifiuti attraverso la prevenzione e il loro corretto riuso e riciclo,
- massima attenzione per la realizzazione di un sistema di raccolta differenziata dei rifiuti sempre più efficiente che raggiunga i livelli richiesti dalla Direttiva 98/2008,
- maggiore responsabilità nell’individuazione delle soluzioni che risolvano il problema del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti non differenziabili all’interno della Regione, senza condizionamenti esterni che possano metter in crisi il sistema.
Il bando di gara per l’affidamento in concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani della valle d’Aosta, che comprende la realizzazione del nuovo impianto basato sulla pirolisi e gassificazione, è disponibile sul sito della Regione ed è stato pubblicato il 30 novembre 2010 sulla Gazzetta Europea (GUCE).
L’importo dell’appalto è stabilito in 225 milioni di euro, per i ventitré anni di concessione previsti.
Il termine di scadenza per la presentazione delle offerte è fissato per il giorno 6 maggio 2011.
Anche il bando per la predisposizione e l’attuazione del Programma di azioni volte alla riduzione e alla prevenzione della produzione dei rifiuti in Valle d’Aosta è reperibile sul sito della Regione ed è stato pubblicato il 1° dicembre 2010 sulla Gazzetta Europea (GUCE).
L’importo dell’appalto è stabilito in 192 mila euro per ogni anno, pari a complessivi a euro 576 mila euro per il triennio 2011/2013.
Il termine di scadenza per la presentazione delle offerte è fissato per il giorno 18 febbraio 2011.
Per ulteriori informazioni, si può consultare la documentazione dell’appalto sul sito: www.regione.vda.it/bandidigara
A rischio l’avvio del nuovo sistema di tracciabilità rifiuti

Rete Imprese Italia esprime fortissima preoccupazione e grande disagio per la situazione di incertezza nella quale si trovano le imprese in vista dell’avvio obbligatorio del nuovo sistema telematico di tracciabilità rifiuti (SISTRI), previsto per il 1° ottobre prossimo.
Pur condividendo gli obiettivi alla base del provvedimento che ha istituito il SISTRI, non possono essere deliberatamente trascurati i problemi che, ancora oggi, ostacolano l’avvio del sistema e che è necessario rimuovere per consentire il corretto adempimento da parte delle imprese. A pochi giorni dall’avvio operativo del Sistri, infatti, risultano ancora gravi ritardi nella distribuzione della necessaria strumentazione informatica ed elettronica – secondo una rilevazione di Rete Imprese Italia appena il 54% delle imprese sono in possesso dei dispositivi previsti dalla normativa, nonostante sia stato superato ampiamente il termine del 12 settembre entro il quale si sarebbe dovuta completare la fase distributiva – e nell’adeguamento tecnologico di cui avrebbero bisogno tali dispositivi.
La situazione risulta allarmante anche per i trasportatori: nemmeno un terzo dei vettori specializzati ha potuto ritirare la chiavette USB e soltanto 1 automezzo su 10 si è potuto equipaggiare con la black-box, e molti sono gli errori e le disfunzioni segnalate.
Ad avviso di Rete Imprese Italia le imprese si sono assunte le proprie responsabilità. Attraverso l‘iscrizione ed il pagamento del previsto contributo, pur dovendosi confrontare con continui problemi normativi, tecnici ed organizzativi non imputabili alle stesse, hanno manifestato la propria disponibilità e profuso il proprio impegno per far partire nei tempi previsti il sistema SISTRI. Ora spetta al Ministero dell’Ambiente fare la propria parte creando i necessari presupposti per un quadro normativo completo e chiaro e prendendo atto che, ad oggi, si è nell’impossibilità oggettiva di rispettare la data del 1^ ottobre. In questa delicata fase di avvio del sistema è importante che il Ministero prenda atto che il credito che le imprese hanno dato non può essere illimitato e incondizionato.
Rete Imprese Italia ritiene quindi indispensabile che il Ministero dell’Ambiente stabilisca una nuova scadenza per l’avvio dell’operatività del sistema, prevedendo il tempo necessario affinché tutti i soggetti e le strutture coinvolte nel SISTRI siano effettivamente pronte per gestire il sistema.
Gestione dei rifiuti: adempimenti in vigore dal 1° ottobre 2010

Per le aziende è sempre importante essere aggiornati sulle norme della gestione dei rifiuti.
Un seminario operativo, in programma il 10 settembre a Milano e il 17 settembre a Bologna, consente di comprendere come utilizzare il sistema telematico per la traccibilità dei rifiuti, obbligatorio per oltre mezzo milione di imprese ed enti dal 1° ottobre 2010. Il seminario, aggiornato alle novità introdotte dal D.M. 9 luglio 2010, è indispensabile per affrontare la più rilevante modifica degli adempimenti per la gestione dei rifiuti dell’ultimo decennio.
Il SISTRI introduce la più rilevante modifica delle modalità di documentare la gestione dei rifiuti dell’ultimo decennio. Una novità che incide sulla quotidiana attività di oltre 500.000 imprese ed enti.
Il nuovo sistema, infatti, a seguito della proroga e delle modifiche introdotte dal D.M. 9 luglio 2010, diventerà operativo dal 1° ottobre 2010.
Il SISTRI sostituisce l’ emissione dei formulari e la tenuta dei registri di carico e scarico, comportando l’abolizione del MUD a partire dal 2011.
Il seminario, consente di comprendere:
- quali enti e imprese devono obbligatoriamente utilizzare il SISTRI,
- come ci si iscrive ed entro quali termini;
- a quanto ammontano i diritti di iscrizione e i canoni del servizio;
- come si preannuncia l’esigenza di avviare al recupero o allo smaltimento di un rifiuto;
- quali sono e a che cosa servono i dispositivi elettronici che devono essere acquisiti;
- qual è la procedura per ritirare e, in seguito, far modificare i dispositivi elettronici;
- come funziona il software e quali sono i dati che i diversi soggetti coinvolti (produttori di rifiuti, trasportatori e gestori di impianti) devono inserire;
- quali sono gli obblighi per gli operatori del settore;
- che cosa cambierà per le imprese e gli enti che producono rifiuti;
- come operare nel caso in cui uno dei soggetti coinvolti nel movimento non sia tenuto o non possa temporaneamente utilizzare il sistema.
L’analisi della legislazione di riferimento sarà assicurata da uno dei massimi esperti del settore e sarà caratterizzata da un’impostazione operativa – consolidata grazie ad una ventennale esperienza di assistenza alle imprese – volta alla soluzione dei concreti problemi di gestione.
Il modulo formativo è particolarmente consigliato alle imprese certificate ISO 14001, registrate EMAS o in procinto di raggiungere questi traguardi.
A tutti i partecipanti al seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido per ottenere la qualifica di Esperto Ambientale Certificato.
Qui trovate il programma completo e la scheda di iscrizione al seminario.
