A pochi giorni dalla chiusura del bando arriva la notizia della rimodulazione della dotazione finanziaria per le CER, che da 2,2 miliardi di euro passa a 795,5 milioni (-64%).
Un drastico ridimensionamento che ha colpito duramente chi, in questi strumenti, ci aveva creduto e investito e che ora si chiede che fine faranno i propri progetti avviati, e come portarli a termine.
Vito Zongoli, Managing Director di SENEC Italia, azienda pioniere nei sistemi di accumulo e leader nell’offerta di soluzioni a 360° per l’autosufficienza energetica, commenta con preoccupazione la notizia: “Il drastico ridimensionamento (-64%) dei fondi PNRR destinati alle CER, da 2,2 mld a 795,5 milioni, costituisce un duro colpo per chi aveva puntato su questo strumento per promuovere energia condivisa, sostenibilità e sviluppo locale: reti di imprese, cittadini e amministrazioni che avevano investito tempo, risorse e fiducia negli incentivi.
La comunicazione del taglio, resa nota senza un adeguato preavviso né una chiara spiegazione delle motivazioni, ha generato sconcerto e incertezza tra operatori ed enti locali. Molti progetti già in fase avanzata, con preventivi, piani e investimenti, rischiano ora di restare senza copertura finanziaria, con gravi ripercussioni sul futuro degli impianti e sulla fiducia in un modello partecipato.
È il momento di chiedere trasparenza e certezze su chi potrà accedere ai fondi residui, su quali criteri di priorità verranno adottati e su quali meccanismi di tutela siano stati predisposti per chi in questi progetti ci ha già investito.
La transizione energetica non può essere messa in crisi da cambiamenti di questa portata, soprattutto se gestiti senza un confronto chiaro con i territori e gli operatori”.

