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Rifiuti particolari: ecco come smaltirli nel modo corretto

Nonostante ormai la raccolta differenziata dei rifiuti abbia per fortuna preso piede in tutto il nostro Paese, tuttavia molti cittadini continuano a non sapere come smaltire correttamente alcuni rifiuti. E’ quanto emerge dal comunicato stampa diffuso dall’Associazione Web E-Green, agenzia specializzata in analisi dei dati web ed una serie di altri servizi quali e-commerce agency Se da una parte è molto facile comprendere dove gettare la plastica, la carta e il cartone, il vetro e i metalli e i rifiuti organici, dall’altra pare persista una certa ignoranza circa alcuni rifiuti e la loro giusta collocazione nei cassonetti. In questa piccola guida quindi, cercheremo di fare luce sul corretto smaltimento di alcuni rifiuti particolari (e per ‘particolari’ intendiamo quelli che, per materiale di cui si compongono, non sono facilmente collocabili). Premesso che ogni comune prevede un suo sistema di raccolta di rifiuti, quindi il consiglio è sempre quello di informarsi bene circa le direttive di smaltimento della propria città (che sono solitamente ben specificate sul sito ufficiale del comune my business e anche sugli stessi cassonetti). Incominciamo con le vaschette per alimenti in polistirolo: si tratta di un rifiuto che, dopo essere stato opportunamente ripulito da qualunque residuo alimentare, va buttato nella plastica.

I cartoni del latte (ma con lo stesso tipo di materiale si fabbricano anche i contenitori per i succhi di frutta e legumi), vanno buttati nella carta e cartone, in quanto si tratta di un materiale misto carta e alluminio – per questo tipo di rifiuto però, bisogna informarsi bene presso il proprio comune, poiché ancora non tutti hanno predisposto uno smaltimento adeguato. In quel caso, va buttato nell’indifferenziata). I tappi di sughero: ecco un altro materiale ‘ambiguo’. Dove va buttato il sughero? Trattandosi di un materiale naturale (si ricava dalla corteccia della quercia da sughero), la collocazione più corretta è nell’umido. Ma anche in questo caso, bisogna informarsi bene circa le modalità di smaltimento rifiuti del proprio comune, in quanto talvolta può capitare invece di doverlo buttare negli appositi cassonetti del legno posti all’interno delle Isole Ecologiche. Passiamo ora alle pile: trattandosi di un oggetto considerato altamente inquinante, vengono predisposti dei contenitori appositi, posti solitamente fuori dai centri commerciali o dai supermercati. Non resta che individuare i giusti contenitori e fare il proprio dovere di cittadini che hanno a cuore l’ambiente.

Piano regionale dei rifiuti: che fine ha fatto?

Di Piano Regionale dei Rifiuti Speciali (cioè prodotti dalle aziende) in Regione si continua purtroppo a non parlare, nonostante le rassicurazioni dell’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte.
A febbraio l’assessore aveva promesso che la stesura della bozza del Piano sarebbe avvenuta entro Pasqua, e subito dopo il confronto con le parti interessate, riconoscendo l’importanza e la centralità di questo documento sia per rispondere alle reali esigenze del territorio, in vista dell’obiettivo dell’autosufficienza, sia per garantire una più mirata concorrenza tra le aziende interessate.
“Da Palazzo Balbi non è arrivato nulla, né la bozza, né la convocazione” lamenta l’avv. Cerruto, Presidente dell’Associazione Gestori Rifiuti. “Sono passati circa dieci anni da quando è stato introdotto l’obbligo di questo adempimento, essenziale anche in vista della riduzione delle quantità, dei volumi e della pericolosità dei rifiuti: non è più ammissibile rinviare ancora. La nostra Associazione ha già dato il proprio contributo mediante la stesura di un piano relativo ai rifiuti agricoli: ora ci aspettiamo che la Regione rispetti gli impegni presi e provveda in tempi rapidi a colmare questa lacuna.”
Nel frattempo i problemi si sommano.
Infatti, la Legge finanziaria regionale dello scorso anno ha stabilito che non potranno essere rilasciate nuove autorizzazioni agli impianti di trattamento dei rifiuti finché il Piano non sarà emanato, con conseguente blocco del settore. Va aggiunto che l’approvazione del Piano è condizione necessaria per accedere ai finanziamenti nazionali, e che con la recente riforma del Decreto n. 205/2010 è stato sancito l’obbligo per le Regioni di comunicare i propri Piani di gestione dei rifiuti al Ministero dell’Ambiente, il quale poi provvederà a trasmetterli alla Commissione Europea. L’ottemperanza a questo obbligo assume quindi una valenza non solo regionale, ma anche nazionale e addirittura europea.
I Piani di gestione dei rifiuti sono gli strumenti con cui viene definita la strategia dell’amministrazione regionale in materia: essi devono individuare, tra l’altro, tipo, quantità e fonte dei rifiuti prodotti all’interno del territorio; previa ricognizione dei sistemi di raccolta dei rifiuti e impianti di smaltimento e recupero esistenti, devono effettuare una valutazione della necessità di nuovi sistemi di raccolta, della chiusura degli impianti esistenti per i rifiuti, di ulteriori infrastrutture per gli impianti per i rifiuti in conformità del principio di autosufficienza e prossimità; ancora devono fissare i criteri per l’individuazione, da parte delle Province, delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti nonché per l’individuazione dei luoghi o impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti; devono prevedere programmi di prevenzione della produzione dei rifiuti, in particolare di quelli biodegradabili.

Governance dei rifiuti nelle attivita’ produttive – Progetto forward

Governance rifiuti nelle attivita’ produttive: Progetto forward

Tess-Costa del Vesuvio s.p.a., agenzia di sviluppo per l’area vesuviana costiera, nell’ambito delle attività di assistenza e supporto alle Amministrazioni locali, d’intesa e per conto dell’Amministrazione Regionale, ha in corso un programma di interventi finalizzato a migliorare e diffondere ampiamente sul territorio vesuviano, le conoscenze in materia di rifiuti, della loro classificazione e gestione e, in particolar modo, dei migliori sistemi di organizzazione del ciclo della raccolta e dello smaltimento.

Finalità del progetto FORWARD Governance dei rifiuti nelle attività produttive è dunque sviluppare una incisiva azione di sensibilizzazione, informazione e formazione nei confronti dei diversi attori del territorio, in particolare amministratori locali ed imprese, al fine di favorire la diffusione di una cultura del rifiuto, intesa come insieme di conoscenze e prassi virtuose in materia di recupero e smaltimento. Tale approccio permette di considerare i rifiuti non solo come una fonte d’inquinamento, ma anche come potenziale risorsa da “sfruttare”. Tramutandosi da problema in opportunità.

 

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I nuovi adempimenti per la gestione dei rifiuti

 

Questo blog si occupa di energia, rifiuti, aziende, risparmio energetico. Consulta i nostri blog sulla scuola con temi su graduatorie e supplenze e su temi bancari come banca roma.

 

IL MUD 2010 E I NUOVI ADEMPIMENTI PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI

MILANO, 23 OTTOBRE 2009, ORE 14.15 – 18.00

Il sistema di adempimenti previsto dalla normativa sui rifiuti è uno dei più complessi, articolati e di difficile interpretazione.

L’imminente introduzione di un sistema telematico per garantire la tracciabilità dei rifiuti modificherà radicalmente gli adempimenti previsti dalle norme vigenti.

Il seminario, oltre ad affrontare in modo particolareggiato le modalità di compilazione del Modello Unico di Dichiarazione ambientale da presentare entro il 30 aprile 2010, si propone di fornire i riferimenti fondamentali per comprendere le novità che verranno introdotte dal sistema telematico per la tracciabilità dei rifiuti.

Il nuovo sistema, infatti, nei prossimi mesi sostituirà l’emissione dei formulari e la tenuta dei registri di carico e scarico, e prevede l’abolizione del MUD a partire dal 2011.

Nel corso dell’incontro saranno analizzate le più diffuse difficoltà nella compilazione del MUD e verranno presentate le caratteristiche ad oggi note dei nuovi obblighi.


A tutti i partecipanti al seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido per ottenere la qualifica di Esperto Ambientale Certificato.

L’analisi della legislazione di riferimento sarà operata da uno dei massimi esperti del settore (curatore, tra l’altro, del “Codice dell’ambiente” e del “Codice dei rifiuti” editi da Hyper Edizioni) con un’impostazione operativa – consolidata grazie ad una ventennale esperienza di assistenza ad imprese – volta alla soluzione dei concreti problemi di gestione.

Il modulo formativo è particolarmente consigliato alle imprese certificate ISO 14001, registrate EMAS o in procinto di raggiungere questi traguardi.

Per maggiori informazioni:

www.eco-nomos.com